27 marzo 2017

"WOMEN. Sentimento e Vita” a Castiglione Olona (VA)

"WOMEN. Sentimento e Vita”         
Mostra a cura di Fabrizia Buzio Negri

Castiglione Olona (Varese) - Palazzo Branda Castiglioni
dal 1 aprile al 9 aprile 2017

vernissage: sabato 1 aprile 2017 - ore 16.30 | cocktail

Pierangela Cattini     Maria Enrica Ciceri     Luca Ferrario      Angela Mariani

                               In collaborazione con il Circolo Culturale Masolino da Panicale – Castiglione Olona
LETTURA POETICA A DUE VOCI: Salima Martignoni – Fabrizia Negri

Orari: da martedì a sabato 15.00 - 18.00; domenica 10.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00
Ingresso libero dal portone d’onore | Info: 335 5443223 (curatore) | e-mail: cultura@comune.castiglione-olona.va.it

Nello splendido Palazzo, centro ideale del pensiero umanista del Cardinal Branda Castiglioni che nel 1421 intraprese l’ambizioso percorso di trasformare un piccolo borgo nella prima Città Ideale italiana, a Castiglione Olona, da D’Annunzio definito “isola di Toscana in Lombardia”, vivono le alchimie fluttuanti di cromatismi e di bianco/nero di quattro artisti, chiamati dal critico d’arte Fabrizia Buzio Negri, per offrire al pubblico con varie tecniche le energie segrete dei misteriosi riferimenti dell’esistere.
Essi sono:
Pierangela Cattini e il suo mondo visionario di personaggi femminili Maria Enrica Ciceri e iI fascino misterioso dell’eterno femminino nelle metropoli. Luca Ferrario e la fotografia d’arte in bianco e nero piena di suggestioni; Angela Mariani e l’emotività in un diario narrativo di atmosfere intime.

26 marzo 2017

Intervista a Mariangela Castelli - Nicoletta Betti Grisoni a cura di Miriam Ballerini

UNA PERFETTA BILANCIA A DUE PIATTI

Oggi vorrei parlarvi di due donne,due figure professionali, che hanno deciso a un certo punto della loro vita di fare entrare la recitazione e la lettura ad alta voce nelle loro vite.
Mariangela Castelli, che conosco personalmente da anni, fin da quando era all’inizio della sua carriera artistica. Negli anni ne ho potuto apprezzare la professionalità, l’impegno e la costanza. Tutti elementi che l’ hanno portata presto a evolversi, migliorando le proprie performance, tanto da essere sempre più nel proprio elemento quando si affaccia da un palcoscenico.
Nicoletta Betti Grisoni, che ho avuto modo di incontrare solo in un paio di occasioni, ma che fin da subito mi ha colpita, inchiodandomi alla poltrona, mentre ascoltavo la sua voce profonda che sa farsi strada fra le righe dei testi, dando voce e anima alle poesie.
Comincerei a presentarvi Mariangela Castelli, che muove i primi passi  frequentando dal 2000 al 2004, presso la sede del teatro “ Città Murata” di Como, i corsi base di formazione teatrale. Con l’ attore e regista Marco Ballerini, ha partecipato a dei corsi di dizione , lettura espressiva e teatro a leggio.  In seguito ha seguito alcuni stage di approfondimento sulla creazione del personaggio e il significato della parola con gli attori e registi di teatro Antonio Zanoletti e Antonio Grazioli e un laboratorio sul linguaggio “Grammelot” con l’ attore e regista Giuseppe Adduci e Claudia fontana. Ecco che la “malattia” della recitazione attecchisce, tanto che con un gruppo di attrici, nel 2002 fonda la compagnia teatrale “ Quelli delle Ventuno” in seguito rinominata nel 2006 “ Ubriachi di Parole” e regolarmente iscritta alla FITA ( Federazione Italiana Teatro Amatoriale), portando in scena: commedie, drammi, tragedie , teatro dell’ assurdo e teatro a leggio . Ama tanto recitare, quanto leggere e, dal 2011, diventa “donatrice di voce” e registra libri per il “ Lions Club” di Verbania, Servizio del Libro Parlato Robert Hollman per i ciechi d’ Italia. A questo punto, nel 2016, lascia il teatro, il calpestio del palcoscenico per dedicarsi alla lettura espressiva. Comincia a frequentare Nicoletta Betti Grisoni, con la quale ha iniziato una collaborazione.
Le due donne, le loro esperienze, si amalgamano, formando una coppia professionale che si esprime in simbiosi, ognuna con la propria tecnica, ma che crea una perfetta bilancia a due piatti.
Prima di proporvi la loro intervista, conosciamo meglio la Grisoni, la quale considera la lettura un'arte straordinaria. Leggere a voce alta le permette di far provare all'ascoltatore emozioni forti e di liberare la fantasia, spesso dimenticata, che è presente in ognuno di noi. La lettura è per lei come il canto: ogni parola si trasforma in un suono che crea immagini. Dopo studi classici, la laurea in farmacia, il corso di formazione per consulenti familiari e una lunga esperienza professionale in questi ambiti, ha deciso di dedicarsi completamente a quest'arte. Ha studiato le varie tecniche di lettura e dizione con l'attore Stefano Dragone, il regista Gianni Musa, le insegnanti di musica Maria Fonticoli Terraneo e Lietta Cino. A sua volta insegna lettura espressiva. È stata docente del corso "Vedere attraverso la Voce", organizzato dall'Unione Ciechi e Ipovedenti di Como per i Donatori di voce che registrano gli audiolibri.  Da tempo e con grande passione, Nicoletta Betti Grisoni porta in pubblico grandi autori contemporanei e del passato. Ha tenuto le sue letture in diverse città come Varsavia, Venezia, Milano, Bergamo, Laglio ( Lago di Como), Montebelluna ( TV ), Genestrerio (Svizzera) e soprattutto a Como, dove collabora con il gruppo artistico Animus Anima per realizzare performance che mixano la sua voce con la musica e con le opere che le pittrici creano appositamente ispirandosi all'autore che viene proposto come lettura.  Sempre a Como collabora con il gruppo artistico Quartodecimo e per loro ha anche rappresentato l'Anima parlante di una installazione d'avanguardia raffigurante la Poesia. Ha tenuto numerose letture al Teatro dell'Associazione Carducci di Como, una delle più antiche istituzioni culturali del territorio.  Ha proposto al pubblico, in diversi contesti, le poesie di Eraclito, Giovanni Pascoli, Giacomo Leopardi, Gabriele D'Annunzio, Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti, Camillo Sbarbaro, Jacques Prévert... I Premi Nobel Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Wislawa Szymborska e grandi autori di prosa e teatro come Italo Calvino, Anton Čechov, Lev Tolstoj...  Nell'ottobre del 2015, a Varsavia, invitata dall'Accademia delle Scienze, nell'ambito dell'inaugurazione della mostra Specula dedicata alla due volte Premio Nobel Maria Sklodowska-Curie è stata la prima donna italiana che ha letto, in italiano, le liriche della loro amatissima poetessa, nonché Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Wislawa Szymborska.  A volte si trasforma da lettrice di poesie in Signora del Giallo e, a Como, ha portato sul palcoscenico per la rassegna Teatro in Primo Piano con la regia di Gianni Musa, letture noir liberamente tratte da John Dickson Carr, Will F. Jenkins e Pauline C. Smith.  È la voce ufficiale di tre poeti contemporanei, Danilo Perico, Stefano Maesani e Lodovico Boncinelli e dello scrittore Massimo Bergamasco.
Dopo aver letto quanto impegno e dedizione hanno portato queste due professioniste a raggiungere l’eccellenza, seppur sempre con quella voglia di crescere ancora, indispensabile a un artista se vuole davvero realizzarsi come tale, facciamo loro alcune domande:

MARIANGELA CASTELLI:

-Quando è nata in te la passione per il teatro?
La mia passione è nata quando, per la prima volta, ho messo piede su un palco davanti a un pubblico. E’ stato un colpo di fulmine che si è trasformato via via in amore e che continua tutt’ora.
-Per te cos’è la recitazione?
Per me recitare non è solo una passione, è un piacere, che richiede però studio, impegno, lavoro e anche salute. Significa provare e riprovare per dare vita ai miei personaggi, aprendo la valigia delle mie esperienze.
-A un certo punto della tua carriera hai deciso di smettere di recitare, dandoti completamente alla lettura. Perché?
Ho lasciato la recitazione perché in questo momento mi sento più in sintonia con il mondo della lettura, un mondo che sto scoprendo grazie a Nicoletta e che non è affatto facile, ma è molto affascinante.
-Quali le differenze fra un’arte e l’altra? Quali le difficoltà, le soddisfazioni?
Le differenze ci sono, quando recito uso non solo la voce, ma anche il corpo e il movimento. Quando leggo devo trasmettere emozioni attraverso le sole parole, i gesti moderati e la voce modulata. Le difficoltà e le soddisfazioni sono presenti in tutte e due le arti: le difficoltà stanno nell’impegno costante, nello studio , nella ricerca di attenzione da parte di enti e associazioni, sempre sperando ci diano fiducia e credano nella validità delle nostre proposte. Le soddisfazioni le abbiamo attraverso il pubblico che è il nostro barometro. A volte non sono gli applausi a decretare un successo, ma il silenzio attento e partecipe della gente che ascolta e si emoziona.
-Quali i tuoi progetti per il futuro?
Continuare l’esperienza artistica e migliorare sempre, sino a quando, centenaria, mi siederò in platea e potrò finalmente godermi uno spettacolo. Scherzi a parte ci sono tanti progetti da vagliare assieme a Nicoletta, ma per scaramanzia, per ora, non diremo nulla. Saranno sicuramente delle sorprese interessanti. Aver formato con Nicoletta una coppia artistica piace al pubblico in quanto le nostre differenze interpretative si sono rivelate armoniche e piacevoli all’ ascolto, durante le nostre letture in pubblico. Vedremo di trovare nuove formule per rendere i nostri reading originali, validi e unici.

-Quale domanda che non ti ho fatto vorresti ti fosse rivolta? Scrivila tu e rispondi!
Domanda di rito: “A quale artista di successo vorresti ispirarti?”
Ci sono tanti bravissimi artisti che meritano applausi veri. Ognuno di loro insegna e regala qualcosa di unico, quindi per non far torto a nessuno sceglierei… Mariangela, con tutti i suoi difetti e le sue virtù. Con la sua determinazione e costanza a far sempre meglio per sé stessa e per il pubblico. Troppo spesso, purtroppo, l’arte è considerata semplicemente e solo un hobby. Chi non capisce che il  talento va alimentato con lo studio ,la preparazione , la costanza, il lavoro è un perdente in partenza. Anche l’ umiltà aiuta a capire i propri limiti e a raggiungere gli obiettivi importanti a piccoli passi sicuri. Ecco, Mariangela spera di riuscire in questo intento.

NICOLETTA BETTI GRISONI

-Da farmacista a lettrice, quando nella tua vita subentra questo profondo cambiamento?
Ciao Miriam, penso che tu abbia capito che la lettura, un'arte straordinaria, è per me un mezzo per poter "curare" l'animo delle persone. La vita è così veloce, ci chiede continuamente qualcosa, è spesso superficiale e le nostre emozioni vengono nascoste e sepolte. Ho seguito per molto tempo le persone con i farmaci, adesso cerco di aiutarle portando le bellissime parole che i grandi autori ci hanno regalato. E intreccio nei miei eventi, i grandi autori del passato con poeti contemporanei perché la poesia è sempre esistita, esiste e continua a regalarci emozioni.
-Parlando di Wislawa Szymborska t’illumini! Come hai conosciuto le poesie del premio nobel?
Mi venne regalato un suo libro da una carissima amica per il mio compleanno...e nacque un amore a prima vista... così grande da poter avere l'onore di essere la prima donna italiana a portarla, nella nostra straordinaria lingua, all'Accademia delle Scienze di Varsavia. 
-Quali i tuoi progetti per il futuro?
Ho tante idee particolari per il futuro, e mi destreggio tra le difficoltà di portare quest'arte antica, che richiede passione, studio e tanta fatica, ad un pubblico sempre più ampio e le soddisfazioni che ti regalano ogni volta le persone che vengono ad ascoltare. Da poco tempo ho coinvolto Mariangela in questa avventura...Credo che si divertirà molto...Per ora studia e si impegna con una tenacia e una determinazione davvero ammirevole!!
-Quale domanda che non ti ho fatto vorresti ti fosse rivolta? Scrivila tu e rispondi!
La domanda che mi porrei è perché leggo nel modo piuttosto particolare che anche tu hai potuto ascoltare. La risposta è perché io non sono lì dietro al mio amato leggio per far vedere che "so leggere", ma per dialogare e coinvolgere il pubblico raccontando loro le storie di vita di altre persone che "voce" non hanno più.
Io ho avuto la fortuna di assistere alle loro performance, create ad arte, miscelando poesia a testi di prosa; portando quelle piccole informazioni che, magari, i più non sanno su questo o un altro artista. Dalla mia poltroncina ho ascoltato attentamente la voce ferma di Mariangela, che sale e scende la scala delle tonalità, per esprimere ora un concetto serio, un momento dopo un aspetto audace o divertente. Sull’altro piatto della nostra bilancia virtuale, ho poi ascoltato Nicoletta, leggere poesie d’altri tempi, ricamandole nell’aria con la sua voce che va solo sentita per apprenderne appieno le potenzialità.
Per info e contatti: Nicoletta Betti Grisoni vascello23@gmail.com

© Miriam Ballerini














23 marzo 2017

Mito Cocktail a Travedona Monate (VA)

cliccare sulla locandina per ingrandirla


21 marzo 2017

Commedia "Ieri è un altro giorno" al teatro Manzoni di Busto A. (VA)

La commedia brillante «Ieri è un altro giorno»,  giovedì 23 marzo, alle ore 21, vedrà salire sul palco del cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio gli attori Gianluca Ramazzotti e Antonio Cornacchione, con Milena Miconi. Lo spettacolo, che nella sua versione francese ha vinto il Premio Molière nel 2014, racconta, usando l’ironia e il sorriso, un tema quanto mai attuale come quello della corruzione. L’appuntamento è inserito nella stagione cittadina «BA Teatro»

20 marzo 2017

Tutti gli animali sono esseri senzienti





ECCO  IL VIDEO  CURATO DA STEFANIA SARSINI "TUTTI GLI ANIMALI SONO ESSERI SENZIENTI",
PROIETTATO IN OCCASIONE DEL " PRIMO CONVEGNO ITALIANO ANTISPECISTA" CHE SI E' SVOLTO A FIRENZE ,IN PALAZZO VECCHIO.

Commedia brillante al teatro Manzoni di Busto Arsizio (VA)

La commedia brillante «Mistero a Villa Gaia», per la drammaturgia e la regia di Francesco Cuccaro, in cartellone nella serata di sabato 1° aprile, alle ore 21, al cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio. Sul palco salirà la compagnia amatoriale «I ragazzi dell’altro ieri» di Magenta; i proventi dello spettacolo saranno devoluti in beneficenza per il progetto «Borsa di studio Guatemala» del Gruppo missionario «San Filippo Neri» di Busto Arsizio. La prevendita dei biglietti è già aperta sia on-line che al botteghino (dal lunedì a venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 19.00). 

17 marzo 2017

Tindaro Granata in scena al Teatro Apollonio Ojm a Varese


L’artista Premio Ubu domenica 19 marzo a Varese
Tindaro Granata in scena al Teatro Apollonio Ojm
Nei Pomeriggi Teatrali diretti da Paolo Franzato

Domenica 19 Marzo 2017 alle ore 16.30 presso il Teatro “Mario Apollonio” Openjobmetis di Varese sarà in scena lo spettacolo “Geppetto e Geppetto, una produzione Compagnia Proxima Res di Milano, Teatro Stabile di Genova e Festival delle Colline Torinesi, con testo e regia di Tindaro Granata, tra le principali rivelazioni del teatro italiano contemporaneo nonché Premio Ubu 2016 “Miglior novità drammaturgica” proprio per questo lavoro teatrale. L’evento rientra nel calendario della 12^ edizione della rassegna teatrale “Pomeriggi Teatrali”, Stagione 2016/17, promossa dal Circolo Endas di Varese con la Direzione Artistica di Paolo Franzato.

Trama dello spettacolo: Tony e Luca stanno insieme da diversi anni: sono una famiglia. Per essere una famiglia felice basta che due persone si amino. Per essere una famiglia “davvero” felice c’è bisogno di portatori sani di gioia: i bambini. Tony vuole diventare padre. Luca vuole aspettare. La madre di Tony vuole evitare che accada. Franca (amica dei due) vuole capire come si può fare. I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, “fanno”, “fabbricano”, “costruiscono”, “creano” il loro piccolino. Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il loro figlio Matteo. Matteo cresce con amore e amore e amore. Passano trent’anni. Il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo rivendica qualcosa al padre Luca, vomitandogli addosso tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia non “normale”. Lo accusa di qualcosa che è mancato. Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo, sbaglia. I due si scontrano e si odiano e si ammazzano di botte e urlano e spaccano mobili e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro. E’ difficile essere figli di genitori dello stesso sesso, ma è difficile anche essere padri di figli normali. Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una famiglia cosiddetta “normale”.
Attori: Alessia Bellotto - Angelo Di Genio - Tindaro Granata Carlo Guasconi - Paolo Li Volsi Lucia Rea - Roberta Rosignoli. Regista assistente: Francesca Porrini. Allestimento: Margherita Baldoni. Luci e suoni: Cristiano Cramerotti. Movimenti di scena: Micaela Sapienza.
Info, prenotazioni e prevendite al 348.0600537 oppure 0332.263483


16 marzo 2017

I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, QUALE FUTURO PER L’EUROPA? di Antonio Laurenzano

I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, QUALE FUTURO PER L’EUROPA?
di Antonio Laurenzano

Quale futuro disegnare per l’Europa? Come affrontare le sfide della sicurezza, dello sviluppo e dell’integrazione? Se ne parlerà a Roma il prossimo 25 marzo al vertice europeo convocato in Campidoglio per celebrare i 60 anni dei Trattati istitutivi del mercato comune (CEE) e dell’Euratom, punto di partenza di un’Europa unita nel segno della pace e del progresso dopo i lutti e le distruzioni della guerra. Un difficile banco di prova attende l’Unione a 27 a pochi mesi dalla prima storica secessione, quella britannica. Per Capi di Stato e di governo si tratta di decidere la strada da percorrere per rilanciare con spirito unitario il processo della costruzione politica europea.
A sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, il futuro dell’Europa appare incerto e denso di incognite a causa del fallimento della politica comunitaria sugli squilibri macroeconomici interni. La crisi del 2008 ha messo a nudo le divergenze economico-finanziarie di una Unione molto più sensibile alle sirene della finanza internazionale che all’economia reale e agli interessi dei cittadini, favorendo così i detrattori della europeizzazione che nel diffuso disagio sociale hanno seminato insicurezze e paure. Un’Europa economicamente divisa per la mancanza di una convergenza sui grandi temi della crescita e dello sviluppo. Parte da questa fragilità istituzionale l’euroscetticismo, il malessere, il rifiuto verso un mondo aperto, la protesta contro l’establishment. E la vittoria di Brexit è significativa! Si brancola da tempo in un inquietante immobilismo che, alimentato da egoismi nazionali e da protagonismi economici, rende incerta la mission dell’Europa quale fattore di stabilità e risposta alle derive nazionaliste (Francia,Olanda).
E sono concreti i rischi di una destabilizzazione europea. Ne è ben consapevole la Commissione europea che, per il Consiglio europeo del 25 marzo, ha presentato il “Libro bianco sul futuro dell’Europa”, riflessioni e scenari per l’Ue a 27, per sollecitare i governi a rafforzare il legame nazionale al progetto comunitario. Il Presidente Junker ha avvertito che senza un rilancio dell’Unione il progetto europeo è destinato a naufragare miseramente e con esso il sogno dei Padri fondatori “per un’ Europa libera e unita” (Altiero Spinelli). Il documento, che sarà discusso a Roma, illustra cinque diversi scenari sulla prospettiva dell’Unione per rendere meno confusa la visione futura dell’Europa. Ma non poche riserve hanno finora accompagnato il Libro bianco della Ce per il suo “modesto e confuso contributo alla discussione sui problemi di fondo dell’Unione”. Manca una seria riflessione politica sulle cause della crisi europea la cui soluzione è affidata a “scenari” di dubbia valenza. Tante ambiguità, poche certezze!

Lo scenario 3, raccomandato dalla Commissione europea, propone una integrazione variabile: “chi vuole di più fa di più”. E’ “l’Europa a più velocità, l’Europa delle cooperazioni rafforzate” per chi vuole avanzare più rapidamente in settori specifici (difesa?) verso una maggiore integrazione. Una strategia però difficilmente perseguibile perché parte dal presupposto che l’obiettivo ultimo dell’integrazione, cioè “un’Unione sempre più stretta”, sia lo stesso per tutti in Paesi membri. In realtà, in Europa ci sono diverse anime e diverse sono le direttrici di marcia: I Paesi scandinavi e quelli dell’Est europeo perseguono un’integrazione esclusivamente economica, preservando la loro sovranità nazionale e ostacolando ogni processo d’integrazione politica che resta invece l’obiettivo di un gruppo di Stati dell’Europa occidentale continentale. E allora perché ipotizzare una comune (improbabile) direzione? Perché favorire una frammentazione dell’Unione che legittimerebbe scelte nazionali, senza vincoli comunitari? I soliti compromessi al ribasso che rischiano di rendere ancor più precario il quadro comunitario con istituzioni allo sbaraglio. Sarebbe forse più realistico il recupero dell’idea dell’Unione federale, abbandonando sia quella della organizzazione internazionale che dello Stato parlamentare seppure federale. Individuare cioè le politiche da condividere in un’Unione federale, separandole da quelle che dovranno rimanere a livello nazionale. Basta con parole e proclami! Rilanciare con coraggio l’ideale europeo prima del suo inesorabile declino. E la celebrazione a Roma dei 60 Anni dei Trattati può essere l’occasione per rivitalizzare lo spirito di quel lontano marzo 1957 e affermare un’ Europa rinnovata nella sua identità e nei suoi valori fondanti. Un’occasione da non perdere!