17 settembre 2017

Teatro Telaio a Lurate Caccivio (CO)

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La mappa del destino di Glenn Cooper recensito da Miriam Ballerini


LA MAPPA DEL DESTINO                                     di Glenn Cooper
© 2012 Tea   ISBN 978-88-502-4642-7
€ 5,00  Pag. 411

Primo libro di Cooper che leggo. Il suo primo romanzo “La biblioteca dei morti” ha ricevuto recensioni memorabili.
Non avendo modo di fare paragoni, forse la mia sarà una recensione migliore di altre che ho letto in rete e che, danno questo romanzo come un poco deludente rispetto al primo d’esordio.
Personalmente mi è piaciuto. È un giallo ambientato in ben tre epoche diverse, con risvolti fantascientifici.
L’autore è laureato in archeologia, pertanto non si può fare a meno di notare l’accuratezza di alcuni passaggi storici. Da questi passaggi nasce il romanzo d’invenzione, che si apre a ventaglio .
Nella nostra epoca, dopo un incendio, in una abbazia viene ritrovato un manoscritto redatto nel 1307.
Luc Simard è un archeologo e viene coinvolto in questo ritrovamento che è solo la punta dell’iceberg. Dai disegni e dalla mappa si risale a una grotta risalente agli uomini preistorici con dipinti eccezionali.
Viene istituito un campo per la ricerca, ma pare che agli abitanti del posto ciò non faccia piacere. Cominciano ad avvenire strani morti, fino al completo eccidio di tutti i componenti della squadra di ricerca.
Luc e la sua amica e collega Sara sono in serio pericolo. La loro scoperta non si limita al ritrovamento di una delle più antiche, grandi e favolose grotte del periodo preistorico. C’è ben altro.
Il romanzo si articola in tre momenti: l’oggi, il 1300 e la preistoria. Veniamo così a conoscenza di tutti quanti i protagonisti che, da una scoperta incredibile, arrivano fino ai nostri giorni e a coloro che, pur di mantenere segreta una sorta di pozione della longevità, sono disposti a tutto, anche all’omicidio.
Il libro è un crescendo di colpi di scena e di verità.
Fino alla fine, fino a quando tutta la realtà ci viene mostrata. Fino a quando Luc e Sara dovranno ancora una volta lottare per la propria vita e scendere a patti pur di continuare nella loro ricerca e nella loro esistenza.
Eppure, all’ultima pagina, scopriamo che quel segreto che tale deve rimanere è andato ben oltre i confini della cittadina francese dove tutta la vicenda si è svolta.
Dice Antonio D’Orrico: “Appare sempre più evidente che il nuovo millennio ha un cuore macabro. Glenn Cooper lo ha intuito prima e meglio di tutti. E sa raccontarcelo”.

© Miriam Ballerini

10 settembre 2017

September Contemporary a Roma

September Contemporary 
14 - 30 settembre, 2017

L'agenzia di arte G. Llc di New York,  presenta in collaborazione con Rossocinabro ‘September Contemporary.  Dal 14 al 30 settembre 2017, sono in mostra a Roma una selezione di opere  di artisti provenienti da Stati Uniti, Europa, Giappone e Australia.
L'evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina per gli artisti ben consolidati e per i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, arte fotografica, arte urbana e sculture in diversi stili. La mostra è curata da Cristina Madini e Joe Hansen


Artists: Eduard Almashe, Renate Anding, Dina Babay, Helga Borbás, Elda Calabrese, Daniele Calvani, Chiara Casarini, Laura Casini, Giovanna Fabretti, Frans Frengen, Francesca Guetta, Jaanz Lynn, Osamu Jinguji, Angelika Kahl, Hiroshi Kawazumi, Agnieska Konopka, Mirella La Rosa, Lady Yupiigold, Sybille Lampe, Lisa J Levasseur, Giacoma Lo Coco, Lokke, Stjepko Mamic, Vincenzo Messina, Elvio Miressi, Päivyt Niemeläinen, Mirja Birgitta Nuutinen, Anja Stella Ólafsdóttir, Eva Paar, Vilma Panula, Daniela Rebecchi, Elke Reis, Peter Schudde, Christina Steinwendtner, Inga Svanberg, Martina Volandri, Anouk Wolse, Yalim Yildirim, Derya Yilmaz

Sul sito ci sono pagine di approfondimento per ogni singolo artista

a cura di Joe Hansen e Cristina Madini
IApertura al pubblico da  martedì 14 settembre  
La mostra è aperta al pubblico 14 al 30 settembre  con orario 11:00-19:00


RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma Italia
info 06 60658125
Visitabile da lunedì a venerdì 11-19

http://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2017/155_september_contemporary.htm

09 settembre 2017

Presentazioni a Cesano Boscone (MI)


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07 settembre 2017

Paolo Canevari a Lugano

 presenta



 
|   Paolo Canevari  |

 

Paolo Canevari. BLACK TEARS

 


[dip] contemporary art è lieta di presentare PAOLO CANEVARI a Wopart, Lugano, dal 14 al 17 settembre, con opere inedite. [dip] è inoltre felice di comunicare che l'artista italiano sarà ospite di un TALK durante la fiera, sabato 16 settembre alle 17.30.


Il lavoro di Paolo Canevari affonda le sue radici nella riflessione sulla transitorietà dell’arte e nel significato della scultura in relazione al contesto sociale contemporaneo. Interrogandosi sul valore e sull'origine degli aspetti più intimi della memoria, l’artista sviluppa un linguaggio personale dove simboli, cultura pop, coscienza storica e politica si sovrappongono in una rivisitazione del quotidiano.
Fin dai suoi esordi, tra i molti media utilizzati, l’artista adotta come materiali d’elezione anche la carta e il colore nero, i più semplici e primitivi mezzi con i quali ogni artista ha dovuto confrontarsi. A partire dal disegno, primo e originario emergere dell’idea di segno nel tratto nero, carta e inchiostro intrecciano nelle opere dell’artista una dialettica tra ricordo e oblio, stabilità e impermanenza.
“Amo il disegno perché è qualcosa di molto fragile ed effimero, amo la sua natura intima poetica, nei disegni delle “Black Tears” ho voluto eliminare qualsiasi riferimento figurativo, portando ad una essenza radicale l’idea del disegno come principio dell’opera d’arte“. Restituire il senso della fragilità, della deperibilità e della finitezza è da sempre una delle prerogative di Paolo Canevari. 
Nei suoi ultimi lavori il segno scompare: l’immagine svanisce per lasciare spazio all’immaginazione dell’artista e del fruitore, dove l’elemento carta può farsi narrativo nella sua natura ed essenza.
Le opere inedite presentate in occasione di Wopart nascono da una lenta riflessione che si risolve poi nell’immediatezza e nella velocità di esecuzione, mantenendo un rapporto di profonda intimità con l’artista e il suo vocabolario simbolico. Con rigoroso impianto concettuale “Black Tears” riflette un’attualità sfuggente, irreale, illeggibile, che concede solo frammenti di apparizione, gocce di nozioni…

02 settembre 2017

Stefanoni a Lecco


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30 agosto 2017

IL MONDO PRIMA DEL BUIO di Fabrice Humbert - recensione a cura di Miriam Ballerini

 IL MONDO PRIMA DEL BUIO                        di Fabrice Humbert
© 2011 Edizioni Piemme Spa
ISBN 978-88-566-1129-8  € 17,00  Pag. 329

Un romanzo che si basa su fatti realmente accaduti, aggiustati e inseriti ad hoc per reggere la storia d’invenzione. Questo è decisamente il presupposto della costruzione del libro di Humbert.
Si parla del periodo nazista, dei campi di concentramento e, per rispetto alla ricostruzione storica, lo scrittore ha interpellato un ex deportato, appartenente all’associazione francese Buchenwald e alcuni membri della fondazione per la memoria della deportazione a Caen.
Il romanzo mi ha colpita in modo particolare perché, diversamente da altri libri, narra di tre generazioni, ma ne parla dal punto di vista maschile, tramite un nonno, un padre, un figlio.
Il protagonista, il figlio, narra in prima persona la sua vicenda. In realtà ci parla dal libro che sta scrivendo. Lui, professore, va in gita scolastica coi suoi allievi a Buchenwald. Da sempre prova attrazione per il fascino del male e, spesso, nei suoi scritti ha provato a parlarne, a dare spiegazioni. Durante la visita nota una vecchia foto: ritrae un prigioniero che assomiglia in modo incredibile a suo padre. Prova a parlarne al genitore, ma questi si nasconde dietro risposte evasive.
Suo padre viene così descritto: “… durante tutta la mia infanzia l’avevo visto avviluppato dentro a silenzi terribili, che duravano a volte parecchi giorni. C’erano delle tempeste dentro di lui…”
Tutto ciò non fa che accrescere la sua curiosità, spingendolo a iniziare una ricerca per conto suo.
Ecco che trova un compagno ancora in vita del prigioniero. Passa quindi da suo nonno, un uomo che sta morendo e che, finalmente, gli dirà la verità.
Le sue ricerche lo conducono a completare un quadro complesso che riguarda proprio la sua famiglia, quindi anche se stesso.
È, questo, un romanzo che scava a fondo nelle generazioni, proponendoci motivazioni, segreti e storie di vita.
Da Le nouvel observateur: “Un esempio magistrale del potere del romanzo”.

© Miriam Ballerini