05 luglio 2008

"Se consideri le colpe" di Andrea Bajani

SE CONSIDERI LE COLPE di Andrea Bajani
© 2007 Giulio Einaudi Editore ISBN 978-88-06-18719-4
Pag. 170 € 14,00

Lorenzo, dopo anni che è stato abbandonato dalla madre, la quale ha lasciato lui piccolo col padre, per un altro uomo, si reca al funerale della donna.
Loro erano rimasti in Italia, mentre Lula, sua madre, si era trasferita in Romania dove aveva aperto una fabbrica di macchine dimagranti.
È un libro breve, piacevole da leggere, con frasi toccanti per la loro capacità di dare importanza anche alle piccole cose.
Lorenzo si racconta, attraverso il ripercorrimento della sua infanzia con accanto quella madre stravagante, ma giocosa e presente. Con un padre ombra, eclissato dalla verve di Lula.
Ma poi, Lula comincia i suoi viaggi sempre più frequenti in Romania, fino a quando non torna più. Diventa solo una voce al telefono, prima settimanale, poi mensile e poi…
Intreccia una relazione con il suo socio, anche lui italiano, uno dei tanti che si sono trasferiti in Romania per fare fortuna. Quando lui la lascia per una ragazza più giovane, la donna crolla, vorrebbe tornare in Italia dal figlio abbandonato, ma non osa. Beve, fuma, si lascia andare, fino alla sua triste fine, sola.
Lorenzo si trova così fra gli oggetti di Lula, la sua casa, la sua fabbrica; ma nel suo ricordo è una donna diversa quella che ha nel cuore, per niente somigliante alla signora che è venuto a seppellire.
“Se consideri le colpe” è una frase che viene ripetuta dal prete al suo funerale, che ben si addice
a quel figlio che la ricorda, che se ne considerasse le colpe nemmeno sarebbe dovuto andare, neanche per dirle addio.
Il libro termina con Lorenzo che va alla ricerca di un terreno che Lula gli comprò quando era piccolo e nel quale aveva infilato un paletto, con scritto il suo nome. E lo trova.
Andrea Bajani ha scritto questo libro dopo aver compiuto numerosi viaggi in Romania. Averne saggiato la cultura, gli usi, la miseria.
Nel libro si ritrova l’atmosfera del paese straniero, la vita degli emigranti italiani, ognuno col suo capannone con scritto sopra il nome.
I dialoghi sono indiretti, ma inseriti nel contesto quasi fossero solo un racconto, non parole dette.
Un libro triste, ma che si legge d’un fiato e lo si assapora.
© Miriam Ballerini
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